Barcelona e il mare – la costa della città

Vista del lungomare di Barcellona dal Mirador del Poble Sec

Se mi chiedeste quale è il mio posto preferito di tutta Barcellona, risponderei senza ombra di dubbio la parte sul mare. E posso dirvi di avere raggiunto quasi ogni angolo di questa città e di avere visitato, non tutte, ma gran parte delle sue attrazioni turistiche.Ma questa è solo una mia sensazione, condivisibile, probabilmente, solo se sentite il richiamo del mare come me, come tipicamente lo sente chi nasce in una città marinara. D’altronde la mia Genova ha tantissimi punti in comune con Barcellona, ma questa è un’altra storia!

Durante la mia permanenza ho vissuto esattamente al confine tra i quartieri Gracia e Horta Guinardò, nella zona Nord, a pochi passi dalla fermata della metro gialla Alfons X, la linea che collega direttamente la zona Nord con la zona costiera. Non vi nascondo quindi che ogni volta che sentivo il bisogno di respirare un po’ di aria di mare, prendevo la metro e in 10/15 minuti raggiungevo la Barceloneta o al Port Olympic.

Anche dopo le mattinate passate alle classi di spagnolo della Escuela Mediterraneo (che vi consiglio e della quale vi lascio il mio parere e alcune info pratiche in fondo all’articolo), spesso passeggiavo tra le palme lungo tutta la costa, dalla statua di Colom al Port Olympic, mangiavo una crepe o un gelato e mi fermavo ad osservare il luccichio del mare, seduta sulla spiaggia, in un tiepido pomeriggio di gennaio, quando ancora non ci sono turisti in giro e in Catalonia le giornate cominciano a scaldarsi.

Molo al tramonto (Port Vell)

La costa della città è molto lunga, si estende dalle pendici della collina del Montjuic fino alla spiaggia Playa de Llevant, che si trova all’estremo nord-est di Barcellona, all’incirca all’inizio della Avinguda Diagonal, la via che taglia diagonalmente tutta la città. Il litorale si divide in tanti piccoli segmenti, che sono accomunati tra loro solamente dalla posizione sul mare.

Port Vell

Port Vell, in italiano letteralmente Porto Vecchio, è il primo tratto e comincia all’altezza del Museo Marittimo; date un rapido sguardo alla Rambla alla vostra sinistra, ma oggi non è la città con i suoi vicoletti la vostra meta! La vostra esplorazione può quindi cominciare seguendo la lunga linea blu, impossibile perdersi!Una goletta ormeggiata vi catapulta con la fantasia nel passato. Se foste infatti approdati in questo luogo in altre epoche, avreste trovato un vero e proprio porto, con i moli  pieni di vascelli pronti a spiegare le vele per terre esotiche e brulicanti di merci e di uomini in partenza per condurre affari o esplorazioni: il centro degli scambi mercantili di Barcellona. Scusate, mi sono fatta trascinare, ma a mia discolpa posso confessarvi che sono al momento immersa nella lettura de “Il giro del mondo in 80 giorni“. Tornando ai giorni nostri, quest’area è stata invece riconvertita nel meno poetico, ma sempre amato dai contemporanei, spazio dove la gente si ritrova la domenica pomeriggio per prendere un po’ di sole con un gelato in mano, in quell’area di relax che è tipica dei lungomari. 

Si tratta di una passeggiata ad anello artificiale. Una passerella, chiamata Rambla de Mar perché è lo spin off della Rambla, conduce ad una penisoletta, separata dalla costa da uno specchio d’acqua per l’ormeggio di piccole imbarcazioni. Sulla piccola striscia di terra un centro commerciale (con all’interno tanti bei negozi di caramelle) e l’Acquario. Si può infine tornare alla terra ferma tramite un pratone anch’esso artificiale. Un particolare di Port Vell che mi ha colpito, presente anche in tutta Barcellona,  è la rete di strade carrabili sotterranee che nascondono efficacemente il traffico.

Chi ha visitato Genova può provare a  fare questo esperimento, sostituire alcuni termini: Port Vell con Porto Antico, museo Marittimo con museo del Mare (e fatemelo dire Colom con Colombo!!) ed otterrà una descrizione turistica ugualmente calzante. Pensate che entrambi i porticcioli sono stati rimodernati nel 1992, uno per le Olimpiadi di quell’anno e l’altro per l’exibition internazionale “Cristopher Columbus, the ship and the sea“, a voi scoprire quale l’uno e quale l’altra.

Cosa rende però questo primo pezzo, Port Vell, unico secondo me? La vista sulla città che paracaduta, passatemi il termine, questo clima di relax in un’atmosfera puramente spagnola. Il giallo e il rosso delle bandiere catalane, la classica fortificazione che svetta in cima alla collina del Montjuic, i palazzi di pietra color sabbia, le palme alte e basse e i lampioni azzurri da città ispànica, in cui ti aspetti che, oltre le facciate dei palazzi, tutte le case abbiano un patio interno…et voilà il pomeriggio è servito!

Vista di Passeig de Colom e del Mirador de Colom da Placa de l’Ictineo (Port Vell)

Raggiungere la Barceloneta

Terminato il giro del Port Vell, potete raggiungere a piedi, in bus o in metro la Barceloneta. La metro gialla si può prendere alla fermata Barceloneta o, se vi trovate dal Mirador de Colom, potete prendere la linea verde alla fermata Dressanes e cambiare con la gialla a Passeig de Gracia. (Prima di partire io mi ero stampata la mappa delle metro che trovate a questo link Mappa metro BCN; oggigiorno il roaming gratis in tutta Europa vi permette di cercare velocemente su internet il percorso da fare, ma, a mio parere, una copia della mappa cartacea per gli imprevisti non può comunque mancare nel vostro zaino da esplorazione).

Se avete tempo vi consiglio di fare il tragitto a piedi, vi basterà svoltare a destra una volta superato il pratone suddetto, proseguendo sul grosso molo, fiancheggiando la fila infinita di ristoranti turistici e dei loro tavolini esterni. Quando vedrete in lontananza la Teleferic de Montjuic, la vecchia teleferica che porta direttamente sulla collina omonima, vi suggerisco di girare a sinistra e inoltrarvi tra i vicoli  del quartiere della Barceloneta. Girando in questa scacchiera formata dai palazzi, sbucherete così all’improvviso davanti all’immensa distesa di sabbia della Barceloneta.

Dal mio profilo Instagram: il quartiere della Barceloneta (foto a sinistra),  “L’Estel ferit” (foto a destra)

La Barceloneta

La Barceloneta è una lunghissima spiaggia di sabbia dorata, in fondo alla quale si staglia l’hotel tutto vetri a forma di vela (non quello di Dubai). Ad accompagnare la spiaggia una passeggiata con palme alte e gente sui pattini, in stile Miami o California. In spiaggia, tra la folla, o meno, di turisti, a seconda della stagione,  immancabili i costruttori di castelli e sculture di sabbia, divertenti ed elaboratissimi, con all’interno elementi di fuoco e di acqua. Queste, a loro modo, opere d’arte, come tali, si possono fotografare solamente pagando l’artefice.
Una cosa curiosa da fare durante la passeggiata è inoltrarvi sugli scogli e cercare i volti nascosti scolpiti nelle rocce a mo di fossili.Un’altra particolarità che personalmente amo di tutta Barcellona e che ritroverete in moltissimi miei post, sono gli strumenti per le più disparate attività, dei quali è disseminata la città, e, se pensate di averle viste tutte, credetemi quando vi dico che vi stupirò con alcune foto che ho scattato girando. Ne sono un primo esempio le strutture tubolari montate sulla Barceloneta per fare attività fisica gratuitamente.

Gennaio, spiaggia della Brceloneta
Maggio, spiaggia della Barceloneta

Nella parte finale della Barceloneta, prima di entrare nel Port Olympic, si trovano tutti i locali notturni, Carpe Diem, Opium, Pacha e anche un Ice Bar. D’inverno la zona è quasi del tutto desolata la sera, nelle stagioni più calde invece la passeggiata si riempie di PR pronti a lasciarvi inviti con sconti o drink omaggio.Tornando in primavera ho provato l’Opium, ma non mi è piaciuto molto, è caro, la musica non era un granché e la discoteca è troppo affollata e piena solo di turisti, in genere italiani.

Port Olympic

Tramonto sul Port Olympic

Il port Olympic è un porticciolo dall’aria lussuosa, costruito, come si può capire dal nome, in occasione delle Olimpiadi, assieme alla vicina città olimpica. Cosa mi piace di questo luogo? Prima di tutto la vista che si ha sulla Barceloneta intera. Prima cosa da fare, quindi, una volta arrivati, è percorrere il molo, sovrastato dai due grattacieli, che fanno da enorme portale, e girarvi indietro ad ammirare questo spettacolo. La seconda cosa che mi piace sono i localini sotto il livello della strada, ottimi per un pre-serata a base di sangria, cocktail o narghilè. Il Port Olympic è infatti strutturato con una parte sopraelevata che prosegue la passeggiata della Barceloneta, creando una specie di terrazza che circonda il porticciolo, e una parte a livello del mare con le barche ormeggiate e i locali che rimangono quindi più nascosti in un clima intimo ed esclusivo. Terza cosa, che io non sono riuscita a fare, ma avrei voluto, quindi la metto in lista, è tentare la sorte mangiando in uno dei ristoranti del molo, che offrono menù turistici low cost, con portate a sceltadall’antipasto al caffè. Benchè sfavoriti dai bookmaker, questi locali potrebbero stupirvi, magari anche grazie alla posizione sul mare e alla simpatia dei camerieri. Quarta ed ultima cosa da fare prima di buttarvi sulle spiagge ad est, è percorrere la lunga passerella di cemento costruita sul mare.

Port Olympic (foto a sinistra) Passerella sul mare; Port Olympic (foto a destra)

Le spiagge

Il mio angolo segreto di Barcellona, quando vivevo li, era Platja de la Nova Icària. Una minuscola spiaggetta, se confrontata con la Barceloneta, con una rete da pallavolo montata fissa e a disposizione di tutti. Tutto qua.
La bellezza di questo posto e anche delle successive spiagge è che sono meno turistiche, la domenica si riempiono di gente del posto con le proprie reti da pallavolo. Un giorno ne ho contate addirittura venti! Tra una spiaggia e l’altra ci sono inoltre veri e propri attrezzi da palestra fissati al suolo e chaise long di cemento per prendere il sole. Insomma un posto perfetto dove andare ad allenarsi se il soggiorno in città è abbastanza lungo.

Abbinamenti

Con le spiagge si chiude questa mia passeggiata immaginaria con voi, che ci ha portato ormai nella parte più ad est di Barcellona. Proprio da qui, se vi piace camminare, potrete buttarvi verso l’interno dove troverete la Avinguda Diagonal, da percorrere, a ritroso verso il centro, fino allo sfinimento, esplorando i suoi particolari parchi cittadini, arrivando fino alla torre Agbar e al Mercat dels Encants, il mercatino di antiquariato più famoso della città, o addirittura fino all’arena Monumental o più avanti.
Un’altra deviazione, se amate il lungomare ma non troppo, è quella dal Port Olympic verso il Parc de la Ciutadella, che merita assolutamente una visita e, se non siete animalisti, vi dà la possibilità di vedere animali esotici, facendo un giro allo zoo di Barcellona, che si trova al suo interno. Non mi dilungo in ulteriori chiacchiere perché avrò modo di parlarvi di questo e di altri parchi con più calma.
Un ultimo consiglio che vi do, questa volta dedicato alla vita notturna, è di passare il pre serata nel quartiere del Born, un quartiere colmo di baretti, che all’imbrunire si popola di giovani. Da li è molto facile e veloce arrivare a piedi a Port Vell, da dove, prendendo la metro alla fermata Barceloneta, potrete raggiungere direttamente tutti i club e i locali nel Port Olympic. Se invece non amate fare serata, potrete sfruttare questa vicinanza tra Port Vell e il Born per visitare entrambe queste mete turistiche durante il giorno.

Escuela Mediterraneo – la mia esperienza di studio

Per me questo è stato un cambio in corsa. Prima di partire dall’Italia avevo infatti preso contatti con la scuola Dime di spagnolo a Barcellona e avevo fatto un primo test d’ingresso online e orale via Skype, per valutare il mio grado di partenza. Per non perdere tempo con le nozioni di base, avevo anche comperato un libro di spagnolo di prima media, che mi ha permesso, grazie anche alla somiglianza con la mia lingua, di partire da un livello B1. Sfortunatamente, dopo aver fissato la partenza per i primi di gennaio, ho scoperto che il nuovo ciclo di classi sarebbe iniziato solo verso fine mese e così anche in molte altre scuole in città. L’unica che non sembrava avere questo limite era l’Escuela Mediterraneo, per cui una volta in loco sono andata ad informarmi di persona. Primo punto a favore la location comodissima, in un vicoletto ai piedi della Rambla, proprio vicino alla fermata metro Dressanes.La scuola è economica rispetto alla media, è piccina e accogliente, ha solo poche aule nelle quali si svolgono corsi di gruppo di diverso livello. Una sua caratteristica che ho subito apprezzato è stata la flessibilità. Settimana per settimana è possibile decidere a quali e a quanti corsi partecipare. Io avevo scelto il corso intensivo di 10h che era strutturato in 2h al giorno per 5 giorni a settimana, tre giorni di grammatica e 2 giorni d conversazione, alternati tra loro.Un’esperienza che consiglio assolutamente, in quanto mi ha permesso, non solo di imparare una nuova lingua velocemente, ma anche di conoscere nuove persone di ogni nazionalità, con cui ho fatto amicizia e con cui ho iniziato ad uscire anche al di fuori delle ore di studio.Vi segnalo per completezza che i corsi si svolgono in lingua inglese per i livelli base e in spagnolo nelle classi avanzate. 

Link:
 Prezzi Escuela Mediterraneo
 Prezzi e corsi Dime

Risposta

  1. […] Troverete maggiori informazioni sulla costa della città qui: Barcellona e il mare – La costa della città […]

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