Ed eccomi nuovamente a Barcellona. Dopo il blu del mare ho deciso di cambiare colore e fare con voi un giro tra il verde degli alberi, sempreverdi dato che a Barcellona sono stata in inverno. A seconda che abbiate più o meno tempo da perdere, Barcellona è costellata di parchi moderni o meno, famosi o di quartiere e quasi sempre gratuiti! Come già avrò avuto modo di sottolineare, una qualità che ho sempre apprezzato della città è la ricchezza di attività da fare all’aria aperta e la chiara volontà dei Barcellonesi di trasformare i luoghi pubblici in posti perfetti dove passare il tempo. Qui di seguito ve ne propongo 7 che ho avuto modo di visitare.
Parc del Laberint d’Horta [ torna al menu ]

Parc del Laberint d’Horta è situato nel giovane quartiere di Horta, vicino al campus universitario, ma, con gli elementi neoclassici che lo contraddistinguono, risulta in contrasto con il contesto nel quale è inserito. Si trova infatti nei pressi di uno stradone e dell’Università, in una zona della città caratterizzata dal traffico incessante delle auto che passano e adornata da graffiti che ricalcano quadri famosi. Per raggiungerlo: e’ consigliabile prendere la metro verde, direzione Canyelles e scendere alla fermata Mundet, una delle ultime.

Usciti dalla metropolitana, una camminata di qualche minuto conduce, passando tramite un anti-parco moderno, alla cancellata d’ingresso. Varcandola si viene immediatamente catapultati nel passato. Il parco non è molto grande, ma è cosparso di angolini intimi e particolari, tutti accomunati da un’aria fastosa degna del 1800. Statue, colonne, scritte in latino, viali che riportano alla mente passeggiate con l’ombrellino parasole e, ovviamente, come avrete capito, un vero e proprio labirinto nel quale addentrarsi senza timore per sfidare se stessi nella ricerca della via d’uscita. Oltre alla zona centrale, si possono esplorare altri giardini ricchi di fiori forse ancora più belli in primavera.

La particolarità di questo parco è che, oltre a stridere con ciò che gli è intorno, non c’entra quasi nulla anche con il resto della città. Non è qualcosa che ti aspetteresti nella patria del arte modernista, ma piuttosto in Italia o in Francia. Se ci svegliassimo all’improvviso in questo luogo, potremo credere tranquillamente di essere in una villa di Roma o Firenze.
Consigliato per un pomeriggio in compagnia, se vi fermate in città per qualche tempo.
Parc Guell [ torna al menu ]

Il parco più famoso di Barcellona e forse dell’intera Spagna, capolavoro del grande artista Antonì Gaudì, delle cui opere mi sono innamorata non appena le ho studiate alle scuole superiori. Al contrario del Parc del Laberint, questo luogo è sconfinato. E’ nato storicamente con l’idea di creare un quartiere privato d’élite, al cui interno fossero presenti tutte le comodità per i suoi abitanti. Quello che invece risulta essere oggi è un grande luogo turistico fatato e surreale, nel quale è chiara l’impronta della geniale follia dell’architetto.
Per arrivarci: il mezzo più comodo è l’autobus, al momento il n. 116. Parc Guell si trova all’apice della città e, nonostante siano presenti alcuni tratti di scale mobili, per raggiungerlo a piedi la via è lunga e tutta in salita. Tip: un giusto compromesso se volete camminare e cogliere l’occasione per esplorare al massimo la città è, all’andata o al ritorno o entrambi, prendere o scendere dal bus nella Vila de Gracia (all’incirca a Joanic dove ferma la metro gialla), una zona di Barcellona a mio parere assolutamente da non perdere. Il quartiere della Gracia si trova infatti sotto al parco, nel punto nel quale la strada spiana, ed è molto caratteristico per la sua aria calorosa e vivace e le sue viuzze tra le palazzine basse. Nel caso optaste per questa soluzione e il lungo giro nel parco vi avesse fatto venire fame, potete fermarvi qui per una pausa merenda o per cena. Vi consiglio: per una fettona di torta il bar La Nena, per una cioccolata calda con churros l’Olla del Torrent e per un’ottima cena non turistica il ristorante Pepa Tomate.

Tornando alla nostra attrazione principale, è difficile per me rappresentare a modo mio quella che è una vera e propria opera d’arte, della quale ho letto un milione di descrizioni nelle guide professionali. Proverò comunque a raccontarvelo come semplice luogo, dal punto di vista di una persona che poco si intende di architettura, ma che apprezza le cose belle. Essendo collocato sulla cima di una collina, dentro Parc Guell si diramano infiniti sentieri e strade sterrate, che si incrociano e conducono tutte alla cima del colle, dalla quale si gode di una bellissima vista della città (ma non la migliore di Barcellona secondo me…che tra poco vi svelerò!). Ma come si dice, spesso è il percorso la vera meta del viaggio. I sentieri sono infatti disseminati di colonne, ringhiere, vasi, scalinate tutte diverse e perfettamente mimetizzate, in quanto ispirate alla natura e fatte di materiali naturali. Qui e là artisti che, chi con un Banjo, chi con la Lira, rendono gli angoli del parco ancora di più simili ad un mondo fatato abitato da ninfe e aedi.


Ritornando alle pendici del parco si trovano invece le costruzioni, in perfetto stile Gaudìano, passatemi il termine, che riprendono la natura tramite le forme sinuose e l’uso delle coloratissime Azulejos, piastrelle, e dei Trencadis, ovvero mosaici fatti di pezzi di ceramica. Come anticipato nel pezzo sulla lettura, ho da poco finito un libro, ambientato a Barcellona, che tratta di un ceramista che partecipa alla nascita di tutte le opere moderniste della città, inclusa questa, e spiega molto bene le tecniche utilizzate dagli artisti.
L’accesso a questa zona del parco è a pagamento (circa 10 euro) e, seppur l’area gratuita non abbia nulla da invidiarle, vale la pena secondo me una volta nella vita visitarla (“Belin, una volta sola però, senza esagerare, che sono Palanche!” – da leggere con accento genovese-). [AGGIORNAMENTO 2021 – Attualmente l’accesso all’intero parco è diventato a pagamento] La parte che mi è piaciuta di più è la grande terrazza tutta bordata da una ringhiera curvilinea, piena di mosaici di colori studiati e abbinati alla perfezione. Sotto di essa si nasconde la Sala Ipostila, una grande zona piena di colonne e un tetto magnifico tutto mosaicato, un incrocio tra un tempio greco e un enorme dehor, costruito con l’idea di posizionarvi il mercato di quartiere. Proprio lì la grande escalation di ceramiche e mosaici culmina nella famosissima fontana a forma di lucertola, diventata simbolo del parco.
Superfluo consigliarvi di andarci, in quanto la visita a Parc Guell è assolutamente imprescindibile per chiunque passi in città!
Parc Central del Pobleanou [ torna al menu ]

Parlando con Antonia, la signora catalana che mi affittava la stanza durante la mia permanenza in città, mi sono resa conto che per un italiano è più facile capire lo spagnolo che non viceversa e mi sono fatta l’idea che questo sia dovuto al maggior numero di parole che esistono nella lingua italiana. L’epifania l’ho avuta quando, per chiedermi se poteva chiudere la finestra, la signora ha usato il verbo cerrar, molto simile al nostro serrare, e ho pensato che, se fosse successo il contrario e io avessi usato la parola chiudere, probabilmente lei non avrebbe compreso. Questo episodio mi è tornato ora alla mente nel descrivervi i parchi di Barcellona, in quanto quelli che per i Barcellonesi sono tutti indistintamente Parc, noi li chiameremmo, ville, parchi, giardini, giardinetti, boschi urbani, spazi verdi…ma, per mia fortuna, per loro non è così, altrimenti non avrei potuto parlarvi di tutti questi luoghi in uno stesso articolo!

Il Parc Central del Poblenou si trova quasi al termine dell’Avinguda Diagonal, nella parte nord est della città, nei pressi delle ultime spiagge di cui vi ho già parlato percorrendo con voi la costa. Probabilmente non è un parco nel quale vi recherete appositamente, ma, piuttosto, lo potreste incontrare passeggiando lungo l’Avinguda, nelle vicinanze della Torre Agbar, il grattacielo visibile da ogni punto della città. Curiosità: si dice che la sua forma sia ispirata ad un geyser d’acqua.

Il Parc è in questo caso un’area verde pubblica creata per gli abitanti del quartiere, un quartiere popolare, e sembra frutto di un progetto moderno di architettura urbana. Come è abitudine nella capitale della catalogna, il traffico cittadino è stato nascosto agli occhi dei frequentatori del giardino, grazie al suo perimetro ricoperto dalle foglie rampicanti delle Bouganville, nel quale sono incastonati tanti oblò che fungono da finestre. Il colore di questi fiori diventa il protagonista di tutta l’area. Gli ingressi, ad esempio, sono porte in ferro bordeaux, dai contorni irregolari, con punte di fucsia che richiamano la tonalità dei petali. Oggi l’aspetto è molto diverso rispetto a quando sono stata io anni fa (ho fatto un tour con google maps per curiosità); gli alberi sono un po’ più cresciuti e così anche le foglie, che hanno riempito le varie strutture verdi per dare forma alle piante. Molte costruzioni all’interno del parco sono di bellezza, molte altre hanno una loro utilità. Troviamo sedie, campi da ping pong a disposizione e giochi per bambini.
Insomma, il mio consiglio è, in generale, di girare ad occhi aperti per la città, per comprendere lo spirito barcellonese! Se passate davanti ad una delle porte dei tanti parchi di quartiere entrate, curiosate, passate, esplorate.
Parc de la Ciutadella [ torna al menu ]

Parc de la Ciutadella è sicuramente catalogabile come meta turistica, sia per la sua vicinanza al centro, sia per alcune sue attrazioni: l’arco di Trionfo, che si trova immediatamente nei pressi dell’ingresso nord ed è visibile dal parco, la Cascata Monumentale e lo zoo di Barcellona al suo interno. Quest’ultimo, se non siete animalisti, è visitabile al prezzo pieno di 21 euro e il biglietto è acquistabile online. Nello zoo è presente ogni genere di animale, da elefanti e giraffe, a tigri e leoni. La Cascata Monumentale vede invece nella sua costruzione la collaborazione di un giovane Gaudì, ma personalmente non ne sono stata impressionata.
Il Parc de La Ciutadella è molto ampio per essere nel centro cittadino e si estende in piano parallelamente al mare, a partire dal quartiere di El Born, vicino al Port Vell, fino alla cittadella Olimpica. E’ un grande giardino di forma rettangolare, che alterna stradine sterrate tra le piante dove passeggiare, a canali nei quali è possibile girare romanticamente in barca a remi (costo per 30 minuti: 6€). Molto simile forse ai grandi parchi di Londra, ma con meno prati inglesi e un’atmosfera più desertica, è un grande spazio verde nel cuore della città, nel quale perdersi por la tarde e rilassarsi. Anche per le vie del parco è possibile osservare specie viventi esotiche e non: turistas cum prolem diretti allo zoo, autoctonus che leggono il giornale sulle panchine, autoctonus vetustus che fanno ginnastica dolce di gruppo all’aperto e poliziottus su equinus che garantiscono l’ordine e la sicurezza.
Vi consiglio di farci un salto per una sua particolarità, ovvero la carenza di alberi, eccetto per la zona con l’acqua. Questo regala ai visitatori la possibilità di toccare l’enorme cielo blu intenso, tipico delle città di mare, e respirare l’odore di salsedine nel verde, in quanto l’area è situata quasi a ridosso della Barceloneta.
Parc de Pedralbes [ torna al menu ]

Il Parc de Pedralbes, anche chiamato Jardin Palau Reial Pedralbes, ha origini blasonate, in quanto è stato costruito e abitato dai reali. Vanta oltretutto, lungo il suo perimetro, la presenza di un’opera di Gaudì, i Pavillons Guell, che sanciscono l’ingresso della residenza che era di proprietà della famiglia Guell. Nonostante si sia per questo guadagnato un posto sulle guide turistiche, è una meta a mio parere non degna di nota, non perderò quindi eccessivo tempo e righe per parlarvi di questo parco, se non per sconsigliarvene la visita. Si tratta di una Villa con i giardini antistanti, composti da vialetti, panchine e tanti alberi. Non è la mancanza di elementi straordinari a confronto con gli altri parchi più famosi, di una vista mozzafiato che si potrebbe trovare in un parco collinare e nemmeno per il fatto di non essere un luogo immerso nella natura selvaggia. Il motivo per il quale non mi è piaciuto è che, non fatevi ingannare dalla fotografia, non è tenuto bene. Aiuole, fontane e strutture ricoperte di piante hanno ormai un aspetto decadente.
Se proprio siete curiosi di farvi un’opinione vostra, bella o brutta che sia, vi consiglio, quanto meno, di visitarlo durante il periodo in cui si svolge il Festival Jardin Pedralbes, un festival musicale che prende vita nel parco nei primi mesi estivi.
Parc de Montjuic [ torna al menu ]

Montjuic è Il promotorio che sovrasta il centro storico di Barcellona e il suo porto, alla cui cima si erge una fortezza che domina e protegge la città da centinaia di anni. Come ormai avrete capito, anche al centro di questo capitoletto non c’è un parco: Parc de Montjuic è in realtà una Matrioska, una collina che è stata arricchita con tanti piccoli parchi e giardini, più di dieci! Questo è anche il luogo che meglio rappresenta la caratteristica dei Barcellonesi, di cui tanto vi ho parlato, di trasformare la città stessa e ogni suo angolo in una attività da fare, il più delle volte gratuitamente. In questo caso un crinale di boscaglia è diventato un insieme di Jardin tutti diversi e collegati tra loro, da scoprire durante il cammino fino alla vetta, rendendo la passeggiata più divertente e invogliandovi a non salire in teleferica.

Sono stata sul Montjuic più volte, ma voglio regalarvi oggi il punto di vista della mia prima visita. Quel giorno avevo tanto tempo a disposizione, una scarsa disponibilità economica, una grande fame di esplorazione e anche una certa minuzia nel voler vedere tutto, ma proprio tutto. Avevo iniziato la mia scalata ai piedi del Jardin de Laribal. I primi giardini sono i più grandi e forse i più belli, ognuno ha un suo nome e la sua mappa di color verde acceso esposta all’ingresso (curiosità: questo elemento è comune a tutte le entrate dei parchi di Barcellona). Ognuno di questi spazi ha delle particolarità: può essere creato da semplici statue che “arredano” il bosco, da roseti o da laghetti in stile zen. E ancora da scalinate, panchine, gazebo fontane, cespugli fioriti. Terminato il primo tratto di percorso ai lati della strada delle macchine, si approda in alcune terrazze alberate con vista sulla città e sul Port Vell. La leggenda: fermandovi ad ammirare il paesaggio, se ascoltate con attenzione, potrete sentire come un eco il suono di un tappo per obiettivo che si stacca dalla macchina fotografica. La leggenda narra infatti che il fantasma del mio tappo, che avevo dimenticato su una panchina del Parc del Mirador del Poble Sec, appaia ancora oggi sulla terrazza nei giorni di nebbia.
A questo punto ai più instancabili non resta che salire gli ultimi tratti di collina in verticale, attraversando il Jardin de Mossen Cinto Verdaguer, il Jardin de Joan Brossa e il Jardin del Mirador. Come si intuisce dal nome, questo punto offre a chi si volta un’altra vista unica della città (ma ancora non la migliore che, se avrete ancora un po’ di pazienza, vi svelerò). Uno spettacolo molto caratteristico sarà veder sfilare le cabine della teleferica, una dopo l’altra, in maniera quasi ipnotica, davanti alla magica skyline cittadina. Riprendendo il cammino, con un ultimo sforzo, si raggiunge infine il castello. L’accesso è gratuito ed è possibile fare un giro sulle sue mura o nel suo fossato, non pieno d’acqua, ma anch’esso trasformato nell’ennesimo giardino.

Gli abbinamenti: nonostante a vederlo così in cima alla città questo luogo sembri lontanissimo dal centro, in realtà è molto ben collegato e gli abbinamenti possibili, per organizzare una giornata di esplorazione, sono tanti. Una delle due tappe che vi consiglio, è un classico: la Fontana Magica. Per ammirare lo spettacolo di luci colori e acqua è bene informarsi sugli orari e scendere un po prima dal monte per prendere i posti migliori. Se siete in anticipo potete fermarvi sulle scalinate del Palau National a riposare aspettando il tramonto. Se la vostra visita termina invece in pieno giorno, vi consiglio di abbinare un giro alla Barceloneta, approfittando del Transbordador Aeri del Port, la vecchia cabinovia che, passando sopra ai tetti della città, vi porterà in pochi minuti al mare. Il costo solo andata è di 11 euro, a/r 15 euro.
Il mio suggerimento è, nell’organizzare il viaggio a Barcellona, di ritagliarvi tre/quattro orette per una visita con calma a Montjuic.
Parc del Guinardò [ torna al menu ]

E il premio come miglior parco non protagonista va a… il Parc del Guinardò. Questo è il posto che più vi consiglio di andare a vedere se la vostra permanenza nella capitale catalana è un po’ più lunga di uno short break e se cercate il punto panoramico più sbalorditivo della città. Personalmente non ricordo di tramonti spettacolari visti dalla parte collinare di Barcellona e così nemmeno in questo luogo, ma il motivo per il quale Parc del Guinardò primeggia in quanto a vista, è che offre una visuale unica dalla quale si riconoscono chiaramente tutte le attrazioni principali della città: Montjuic, l’Hotel a Vela, Torre Agbar, la Catedral, tutto lì ai vostri piedi; ma, soprattutto, vi sembrerà di poter allungare la mano e toccare la Sagrada Familia, che si staglia imponente, svettando sui palazzoni che, grazie a questo confronto, ingannano il nostro occhio e diventano minuscole palazzine.
Proseguendo sull’arteria principale del parco, che costeggia la collina da una parte all’altra, si incontrano molti altri punti panoramici che offrono una vista completa anche sull’entroterra di Barcellona, pieno di paesini di case basse dall’aria coloniale.


Il parco, seppur molto vasto, se ne sta da sempre umilmente posizionato vicino a Parc Guell, quasi invisibile. Per arrivarci si può prendere la metro gialla (direzione Trinitat Nova), fino alla fermata Guinardò l’Hopital de Sant Pau. Da lì un percorso di scale mobili e ascensori/funicolari conduce all’entrata da me utilizzata. Già di per sé questa modalità per raggiungere la meta è un’esperienza particolare per chi non è abituato ad avere a disposizione l’aiuto della meccanica nelle salite della città. (Noi a Genova abbiamo le crose, lunghissimi tappeti di mattoncini rossi, che hanno il loro fascino, ma inutile aspettare con le borse della spesa in mano che inizino a muoversi e vi trascinino fino a casa). Ho visitato Parc del Guinardò molto inconsciamente, da sola all’imbrunire e con da sola intendo che era semideserto. Per questo motivo mi sono limitata a restare nei viali sterrati all’inizio del parco e a scattare qualche fotografia allo spettacolare mondo intero che avevo ai miei piedi.

Purtroppo questa circostanza e l’essere andata allo sbaraglio senza informarmi a dovere, mi hanno privato dell’esplorazione della quasi totalità del giardino, ricco, come ho scoperto in seguito, di altre zone uniche che vale la pena vedere. Nel parco è presente, ad esempio, il Pont de Muhlberg, un ponte sospeso, parte di un percorso per la corsa che deve essere spettacolare e sul quale, se avrò occasione, camminerò quando tornerò sicuramente a visitare il parco per bene!

Consigliatissimo se amate la fotografia e dare uno sguardo dall’alto alle città prima di prendere commiato.
Appena sarà nuovamente possibile spostarsi in libertà, ho già in programma un nuova scappata a Barcellona per alcune tappe che ancora devo smarcare dalla mia lista. Riprendendo le fila dei miei viaggi, per accompagnarvi in questo articolo, e ricorrendo a qualche ricerca online sulle mappe, per rinfrescarmi la memoria, mi sono ancor più convinta che ci siano anche tanti Parc che sarei curiosa di visitare quando avrò occasione di ritornare. Oltre ad un secondo giro nel Parc del Guinardò, ho addocchiato il Parc de Joan Mirò e i Jardins de Joan Maragall. A chi ha avuto la pazienza di arrivare fino alla fine di questo capitolo, voglio svelare due curiosità su di me: ho il pollice nero e amo i giardini botanici. Nonostante i miei evidenti limiti nel riuscire a non fare morire qualsiasi essere vivente dotato di clorofilla con cui entri in contatto, fin da piccola questi luoghi hanno sortito un grande fascino su di me e, in qualunque città io approdi, non manco mai di visitarli. Ho scoperto che il paesino costiero di Blanes, a circa un’ora e mezza da Barcellona, nasconde un giardino botanico a picco sul mare, il Jardì Botanic Marimurtra e un secondo giardino botanico tropicale, che aggiungerò ai posti da vedere assolutamente. Nel caso, non mancherò di parlarvene in un articolo, magari dedicato ai giardini botanici, che ho visto in giro per il mondo e quelli che sono nella mia lista desideri.
Mi piacerebbe molto, a questo proposito, sapere quali sono i vostri parchi preferiti, non solo di Barcellona, e avere qualche suggerimento se avete qualche parco da consigliarmi.



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