Emozioni, ricordi e aneddoti legati a 5 post del mio profilo Instagram
Grazie al contatore nella parte superiore della pagina, Instagram mi ricorda che ho una galleria che conta ormai quasi 400 foto. Ciascuna di esse rappresenta un momento, un luogo, un’emozione e, perché no, anche un accadimento divertente, ma, per chi passa dal mio profilo, questa è una parte del tutto sommersa, nascosta dietro ad una manciata di hashtag in descrizione. Scegliendo e “raccontandovi” 5 fotografie voglio celebrare proprio il mondo che c’è dietro l’immobilità di ogni scatto. Ho già in programma di creare una “rubrica”, replicando questo contenuto, ma selezionando di volta in volta 5 scatti uniti dallo stesso filo conduttore. Per l’articolo di oggi non c’è un vero e proprio tema, ma qui di seguito troverete le immagini che più di tutte, scorrendo la galleria, mi hanno colpita.
Ovviamente invito tutti i blogger e non blogger che dovessero capitare nell’articolo a replicare questa modalità e lasciare il link nei commenti, per poter leggere la storia delle vostre foto. #tiraccontolafoto
#Natural History Museum of London

Questa foto è la prima che ha attirato la mia attenzione mentre ri-scorrevo la pagina del mio profilo. Il motivo è il simpatico ricordo legato non tanto alla visita al museo, alla quale lo scatto è riferito, bensì agli attimi immediatamente precedenti.
Durante la vacanza a Londra, alloggiavo insieme ad una mia amica in un airbnb, dotato di immancabile moquette verde, nel quartiere di Kensington -fermata di Gloucester Road, per i più esperti-, a soli due isolati dal notorio Natural History Museum.
Per rispettare il serrato programma che ci eravamo prefisse, avevamo avuto l’idea di approfittare della vicinanza e recarci al Museo con un’ora di anticipo rispetto all’apertura.
Dopo aver difeso per sessanta minuti, con le unghie e con i denti, il posto in pole position, alla dischiusa dei cancelli da parte del guardiano, è partita nelle nostre orecchie la musica di Momenti di Gloria e, considerato il pubblico che attira questo luogo, la scena che è seguita è stata abbastanza comica: io e lei, due trentenni senza vergogna, che percorrono il vialone verso il vero e proprio ingresso, fingendo nonchalance mentre avanzano con passo da maratoneta, guardando in cagnesco gli altri avventori per non farsi superare. Per dovere di cronaca devo precisare che i temibili avversari erano un centinaio di bambini di meno di un metro di altezza, ma maledettamente veloci! Un altro ricordo tattile dell’ora di attesa, nel sonno e nella noia, sono le minuscole spore degli alberi del quartiere che col vento finivano fastidiosamente negli occhi.
#Parc Guell

So che avrei potuto scegliere un milione di altre foto di posti di cui non ho parlato in precedenza sul blog, ma questa è un’immagine alla quale sono particolarmente affezionata, nonché seconda foto in assoluto della mia galleria IG. Era il 5 gennaio, ero approdata a Barcellona da soli uno o due giorni. Dopo avere “nutrito” per tanto tempo il mio amore a distanza verso le opere di Gaudì, avevo finalmente la città a portata di mano e un mese a completa disposizione per conoscerle dal vivo. Quella mattina avevo deciso di visitare Parc Guell e di recarmi al pomeriggio in Via Layetana per assistere all’annuale sfilata dei Re Magi. A conclusione della giornata, un ragazzo con cui ero uscita già qualche volta a Genova, si trovava in città per il break dell’Epifania e avremmo visto insieme il derby del Genoa, cenando in una pizzeria napoletana.
Al momento dello scatto ricordo nettamente la sensazione di trovarmi all’inizio di una bellissima esperienza. Ero entrata nel parco da appena pochi minuti e, non essendomi informata nel dettaglio, stavo procedendo curiosa, esplorando e scoprendo a poco a poco le meravigliose peculiarità del parco. Questo angolino è uno di quelli che mi è rimasto più impresso, così bello, ma non gettonato, con quel suonatore quasi nascosto, incastonato nel porticato, che con la sua musica riempiva di atmosfera la cornice progettata dal grande architetto.
#Fornells

Questa foto è stata scattata in un paesino del tutto sconosciuto e forse effettivamente non degno di nota sull’isola di Minorca. Vederla mi ha ricordato un trucco da viaggiatore, forse poco consono e poco lecito (mi scusino le autorità e i ristoratori che dovessero leggere), che ho imparato qualche minuto dopo aver immortalato i colorati cartelli ornamentali di un negozietto.
Può capitare durante un viaggio che scappi molto la pipì e per vergogna, taccagneria o per qualsiasi altro motivo non sia possibile usufruire di un bagno di un locale pubblico. Per utilizzare i servizi di un ristorante, senza chiedere il permesso, né mangiarci, se non viaggiate da soli, vi basterà innanzitutto scegliere un locale affollato, lasciare tutti i vostri averi e la giacca ai vostri compagni di viaggio e infine entrare e dirigervi con passo deciso alla toilette. In questo modo nessuno farà caso a voi, vi scambieranno per un cliente e, anche se dovessero avere dei dubbi, non vi fermeranno per fare domande, rischiando una figuraccia.
#Miramare

Se ripenso alle innumerevoli volte in cui ho visitato il Parco del Miramare a Trieste, non me ne viene in mente una che non sia condita da ricordi e elementi unici. La prima volta, ad esempio, quando ero ancora una bambina, un gruppetto di uccellini variopinti aveva beccato del mangime direttamente dalle mie mani, mentre mia madre immortalava il momento con la telecamera, o meglio, così credevo. Dovete sapere che colei che mi ha dato alla luce è famosa per le riprese dei suoi piedi, in quanto spesso e volentieri inverte i tasti di attivazione e interruzione delle registrazioni. Quella volta non fu fatta eccezione e la scoperta di non poter tramandare l’evento ai posteri fu uno dei traumi della mia infanzia.
Tornando alla fotografia, è stata scattata da un piccolo dehor, che si trova all’interno del parco, mentre guardavo il tramonto insieme al mio ragazzo. Mi era piaciuta molto l’idea del momento imprigionato nella decorazione del ferro battuto della balconata sul mare. Rapiti da questo spettacolo non avevamo prestato attenzione all’orario e, salutato il sole, ci eravamo resi conto di essere rimasti chiusi dentro. A nostra discolpa posso dire che nessuno era venuto ad avvisarci dell’imminente chiusura. Per terminare in bellezza, mentre con la mia grazia da ippopotamo scavalcavo la cancellata per uscire e compivo le ultime mosse verso la libertà, siamo stati redarguiti dalle autorità. Per non aver rispettato gli orari, penserete voi. E invece no! La verità è che, accingendoci a snocciolare consigli esperti su come effettuare la traversata in verso opposto, ad una coppietta che voleva entrare di soppiatto non ci eravamo accorti che un poliziotto stava ascoltando con interesse, affacciato alla finestra della caserma che si trova accanto all’ingresso.
#Colosseo

Non potevo non includere questo post, il mio preferito dal punto di vista estetico di tutto il profilo IG. Trovo che sia un’immagine fotograficamente meravigliosa per l’inquadratura, i soggetti, la prospettiva a suo modo unica, il colore del cielo; perfino la lunghezza dell’erba, sopra e ai piedi del muretto, mi sembra adeguata a rendere lo scatto perfetto.
La fotografia è stata scattata durante una delle mie scappate a Roma, mentre visitavo per la prima volta i Fori Imperiali, che rimangono ad oggi il mio luogo preferito della città. Premettendo che l’aria permeata della storia dell’Impero Romano che si respira nella Capitale rende ogni monumento ancora più maestoso, il motivo del mio amore per i Fori è che non mai provato altrove una tale sensazione di grandiosità come quella che ho percepito affacciandomi per la prima volta sul Foro Romano.
L’area accessibile durante la visita è molto estesa, quello che probabilmente state ignorando nell’osservare la foto è il Colle Palatino e in particolare l’attimo nel quale stavo salendo il gradino di pietra e con la coda dell’occhio ho visto il Colosseo alla mia destra. In una manciata di secondi mi sono accucciata e, sistemata la macchina fotografica come più mi aggradava, ho premuto il pulsante di scatto. Mi fa sorridere come una foto acquisita così velocemente e con la fedele modalità “automatico”, che mi accompagna nei miei viaggi permettendomi la velocità di un battito di ciglia, sia diventata la mia indiscutibile favorita della galleria.

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