Approdo dopo un’ora e tre quarti di viaggio nella grande metropoli di Milano, in Stazione centrale. Scendo dal vagone insieme ad una massa proveniente dai posti più disparati e diretta in altrettanti luoghi variegati, chi con la valigia, chi abbraccia un parente, chi ritrova il ragazzo dopo la lontananza della settimana o forse di più. Ho un’ora a disposizione prima del cambio, ma ho già le idee chiare su come impiegarla. Prima di tutto mi scappa la pipì. Primo errore del buon viaggiatore: non aver approfittato del bagno disponibile in treno. Dopo aver fatto fronte a questa necessità la missione prevederà inoltre una corsa ad un vicino negozio di giocattoli per comprare un regalo.
-01:00:00
Mi reco con passo esperto verso i bagni nelle vicinanze del binario numero 21, cercando già l’euro nella borsa, impresa difficile nel mio caso in quanto il portafoglio è l’unico spazio dove so per certo che non sono le monete. Secondo errore del buon viaggiatore: non ho l’euro. Unici tagli disponibili una moneta da due euro e una banconota da cinque euro. Individuo la macchinetta per cambiare i soldi con un po’ di fila, tento pertanto con i 2 € direttamente al tornello, volenterosa di pagare qualsiasi cifra per poter raggiungere il gabinetto. La macchinetta gentilmente me li risputa come fossero falsi. Provo allora ripetutamente a dare la banconota in pasto alla macchinetta del cambio, che non sembra gradire. Provo a chiedere a qualche buon uomo di passaggio, ma siamo tutti sulla stessa barca, cerchiamo allora di fermare l’addetto che arriva vicino a noi. Anche lui non sembra gradire e pur essendo a trenta centimetri da noi fa finta di non sentirci, ci tratta come fantasmi.
Cresce il mio già forte amore per Milano e, con fare non usuale per me, me ne vado imprecando contro la città.
-00:45:00
La mia teoria di vita da cintura nera di procrastinazione? Mai demordere e affrontare un problema per volta, sempre con fiducia di farcela fino allo scadere del tempo, una soluzione si troverà! Passo al punto due della lista, al bagno penserò dopo! Mi dirigo verso il negozio di giocattoli di una grande catena, che si trova a cinque minuti di cammino in un quartiere residenziale. Piove. Nel negozio un gentile commesso mi indica il gioco che voglio comprare e mi indirizza alla cassa al piano sotterraneo, prima di pagare chiedo alla cassiera se è possibile cambiarmi i due euro. Lei accetta, ma chiede se posso pagare con carta anziché con i contanti, dopo tutto siamo nella capitale italiana dell’avanguardia! Accetto contenta. E qui avviene un alto tradimento: lei posticipa il cambio, mi fa intanto pagare con la carta, poi mi invita cortesemente a provare a chiedere all’esterno, al banchetto che fa i pacchetti per beneficienza.
-00:30:00
Esco nel retro del negozio ed ecco la casetta in legno di cui mi ha parlato la cassiera. Mi avvicino alla volenterosa addetta, a disposizione per fasciare gli acquisti in carta natalizia in cambio di un’offerta per una buona causa, che verrà custodita in un’apposita scatolina. Mi armo di sorrisone e implorando chiedo se mi può cambiare due euro in monete da uno. La ragazza mi spiega che non può aprire la scatola, solo inserire i soldi dal buco e, ovviamente, con grande spirito caritatevole, non si sogna nemmeno di controllare nella sua borsa se li ha lei e può salvare un altro essere umano in difficoltà. Mi congedo, senza fare l’oblazione, e provo a tornare in negozio dalla traditrice, ma scopro che la porta di uscita è a senso unico. Condividendo ad alta voce il mio odio per la città del risotto, me ne vado.
-00:15:00
Torno in stazione, con la certezza che la mia abilità nel problem solving possa aiutarmi anche questa volta. Mi dirigo al Burger King con passo esperto (di chi nella sua vita ha mangiato fin troppi crispy chicken nei cambi treno). L’orologio ticchetta, ricordandomi l’imminente partenza del nuovo treno. Ahimè, non è il momento per un delizioso pranzetto, quindi mi limito a ordinare un caffè per il tattico prezzo di 1,20€. Tiro fuori 2,20€ per pagare, sicura che il mio piano funzionerà, e, per non lasciare nulla di intentato, chiedo al barista se può darmi un Euro intero di resto. Lui mi risponde in maniera scocciata: <Mi hai dato due Euro e venti, certo che ti do un euro di resto> e mi porge un grappolo di monetine. Con tutta la pazienza che ho in corpo gli specifico nuovamente che vorrei una moneta di taglio da 1 Euro e finalmente ottengo un esemplare di questo oggetto rarissimo.
-00:05:00
Ormai non c’è più tempo per fare pipì, dato che il binario del Malpensa Express è totalmente opposto ai bagni. Con il mio euro ancora in mano raggiungo il treno e vado via.

Rispondi