Fuga in Chianti

Ci sono persone che dopo una rottura chiudono le tapparelle e “si imbruttiscono” come diceva Lorelai (Una mamma per amica). Alcune che, sentendosi finalmente libere, si danno alla vita folle e non si perdono un evento sociale. Altre ancora, nel caso in cui ci sia l’aggravante del tradimento, si vendicano spalmando la moto dell’ex con abbondante cacca di cane. E poi ci sono io, che cerco un punto inesplorato sul mappamondo, faccio la valigia e vado a curare le mie ferite altrove.. E cosa c’è di meglio per questo scopo delle rilassanti colline del Chianti?

Giorno 1 – Venerdì

Non c’è nessun programma definito, solo un giorno di ferie, una notte prenotata in un super hotel e la cena inclusa in un buon ristorante. Questa volta infatti il mio mood da viaggiatrice è essere “viziata”.

Dopo aver messo i bagagli in macchina, per una volta fatti la mattina e senza risparmio di spazio, faccio una sosta carburante e parto da Genova. La prima tappa, dopo tre ore di guida e musica alla radio, è Colle di Val d’Elsa, dove arrivo sfiorando le torri di San Gimignano.

La mia paura di guidare
  • Dovete sapere che qualche anno fa ho quasi fatto un incidente a causa di un tir che ha invaso la corsia di sorpasso in galleria, facendomi perdere il controllo dell’auto. Se prima amavo guidare e quasi mi spiaceva arrivare a destinazione e spegnere il motore, da quel momento ho iniziato ad avere paura e, seppur continuando a guidare per necessità lavorativa, per me è diventato un grosso limite. Il mio cervello percepiva le corsie molto più strette e soprattutto non riuscivo a sorpassare, impiegando il doppio del tempo per percorrere gli stessi tragitti di prima. Con gli anni non ho più guidato in autostrada con piacere e nell’ultimo anno e mezzo, avendo una persona che poteva farlo per me, mi sono seduta sugli allori e ho quasi del tutto evitato. Tutto questo per dire che, complice lo sciopero del giorno di partenza e la domenica con il divieto di circolazione dei grandi tir, andando in Toscana ho davvero riscoperto la bellezza di guidare, da sola, con la mia musica e i miei castelli per aria.

Per me guidare è un elemento importantissimo perché ho sempre considerato la macchina come delle gambe più veloci delle mie, che mi permettono, come nel caso di questa mini vacanza, di raggiungere in completa autonomia qualsiasi luogo a distanza di terraferma che voglio.

Colle di Val d’Elsa

Questo paesino è l’inferno dell’automobilista! Le insidie sono molte: dal non riuscire ad imboccare le strade giuste, a non capire dove sia il centro storico, a cercare invano di fare funzionare le macchinette dei parcheggi.

Io alla fine mi rassegno e lascio la macchina in un posteggio gratuito a caso, che solo dopo scopro essere nella parte bassa nuova della città.

Tramite una salitona ripidissima raggiungo il Baluardo, l’ingresso al quartiere storico situato sulla sommità della collina. Qui regna un’atmosfera di quiete: il luogo è quasi deserto, il che mi permette di esplorare con calma e scattare mille foto. Vi consiglio di non limitarvi alla via centrale, ma di perdervi anche nelle strade laterali. Il cammino lungo le mura a nord regala splendidi scorci sul borgo, mentre, a sud, Via delle Volte e Via delle Romite sono vicoli  molto suggestivi.

Per finire, riscendendo alla cosiddetta “Colle Bassa”, vi consiglio il forno/bar “Armonia del Gusto”, dove prendere qualche carboidrato da mangiare al sacco. Io ho provato una focaccia con pomodori davvero strepitosa, oltre ad un necessario caffettone.

Tornata con i piedi sui pedali mi butto da qui in poi nelle vere e proprie colline del Chianti, che mi accompagneranno fino alla mia meta per la sera. Dopo poco, a Castellina in Chianti, notando il cartello “Terrazza panoramica”, tiro il freno a mano per ammirare i colli colorati dal tramonto e poi proseguo fino a Radda in Chianti, dove si trova il mio hotel.

Radda in Chianti

Il paesino di Radda è minuscolo ma incantevole, tutto in pietra e pieno di vicoletti nascosti, che si mischiano con i piani delle case (tra questi il Camminamento Medioevale) . Lo stesso hotel che ho scelto è un antico palazzo su vari livelli, pieno di scale e uscite su ogni piano strada, che mi hanno fatto immaginare la vita di un tempo: i signori che arrivano a cavallo, la servitù che si muove per i corridoi e perché no, la cuoca che compra le galline e le uova fresche portate a domicilio dal contadino. Avete presente il film “Cindarella” con Drew Barrymore? Questa è esattamente l’atmosfera che mi sono figurata.

Apro una parentesi per consigliarvi l’hotel Palazzo Leopoldo, che è una struttura davvero stupenda. Oltre alle camere, anche le aree comuni sono incredibilmente accoglienti, il tutto con la vista sui bellissimi scorci di panorama toscano. Se siete in coppia e cercate una serata romantica di relax, potrete utilizzare gratuitamente per 45 minuti la piscina interna riscaldata e approfittare dei distributori di vino nei corridoi.

In questo periodo non c’é molta vita in paese. Dopo avere visto ogni angolo in una mezzoretta, non resta altro da fare che oziare, decido così di approfittare della Spa dell’hotel. Per quanto la struttura sia molto carina, la troppa gente rovina un po’ l’esperienza. Le poche persone presenti a Radda si riversano infatti tutte in questo luogo, essendo l’unica attività presente, e bisogna quindi fare i turni per poter utilizzare le vare aree.

La giornata finisce con una buonissima cena a base di antipasti toscani, tagliata di carne al sangue e un bicchiere di rosato locale.

Giorno 2 – Sabato

E adesso che si fa? Dovete sapere che è più facile parlare col Papa che prenotare una degustazione nel Chianti. Alcune cantine sono già chiuse, altre spostano i tour a loro piacimento e quasi tutte non prevedono navette per gli assaggiatori brilli. Rimando la decisione. Prima di tutto mi dedico ad una colazione con vista, godendomi il panorama di Radda con la luce del giorno e un velo di nebbia. Dopodiché, tornata in camera e ri-buttata sul lettone gigante, imperterrita mando l’ennesima mail ad una vicina cantina, che incredibilmente mi accetta per le ore 11. Nell’attesa scelgo di fare un salto al Castello di Meleto, dove si trova anche una Big Bench.

Nei paraggi scorgo un paesino in cima alla collina, Vertine, che, per chi può, sembra un bel posticino da scoprire.

Degustazione di Chianti

Nella sfortuna sono fortunatissima perché la degustazione al Castello di Radda (https://www.castellodiradda.com/)vale davvero la pena e, per me che sono totalmente ignorante in tema vino, si rivela interessantissima. Sono l’unica cliente visitatrice della mattinata, quindi partecipo ad un tour privato dell’azienda, nel quale imparo tantissime cose sulla nascita del vino, dalla vite alla bottiglia. Successivamente passo alla vera e propria degustazione, che scelgo di soli tre Chianti, e, per la prima volta nella mia vita, mi fermo ad ascoltare le mie percezioni gustative e le differenze di sapore. Dei tre assaggiati, decreto vincitore indiscusso il Chianti Riserva, con il suo retrugusto di legno di barrique (eccomi già a parlare come una vera intenditrice!).

Dopo un giro a piedi tra le vigne per smaltire un po’ di alcool, su consiglio del ragazzo dell’azienda vinicola, salgo in macchina fino al microscopico borgo di Volpaia. Come un po’ in tutta la vacanza, la principale attrazione di questi posti sono le vedute: i prati verdi, le vigne, i cipressi e gli alberi autunnali. I colori delle foglie sono variegatissimi: arancio, rosso e giallo brillante. Avendo più tempo qualche sentiero aperto sulle colline sarebbe stato perfetto per perdermi completamente nella natura in maniera zen.

Il Non-autunno in Liguria
  • Se c’è un elemento che in Liguria, da dove provengo, manca, è il foliage. Me ne sono accorta esplorando i dintorni, ad esempio il Piemonte, i luoghi lungo l’autostrada della Cisa in Emilia e la Toscana. In queste regioni il paesaggio in autunno esplode rivelando un suo perché scenografico. La vegetazione della Liguria, invece, rimane quasi invariata durante tutto l’anno e, ad eccezione degli ulivi, soprattutto d’inverno, assume l’aspetto del muschio mezzo brullo e secco del presepe. Ma d’altronde se avessimo anche i colori autunnali a picco sul mare, saremmo troppo perfetti!!

Solamente a questo punto decido di lasciare il Chianti e di fermarmi a dormire a Empoli, per tre motivi: è a un’ora di strada già in direzione Genova, la notte fuori mi permette di guidare di domenica senza tir in autostrada e, soprattutto, perché non ci sono mai stata!

Dopo aver prenotato, con calma imposto il navigatore e parto verso la mia meta, concedendomi finalmente la mia playlist su youtube, dopo tanto tempo di compromessi musicali con un altro essere umano.

Come a voler smarcare un immaginario album delle figurine dei borghi di quest’area vinicola, lungo il percorso mi fermo anche a Panzano in Chianti e a Greve in Chianti, che non mi impressionano, se confrontate con gli altri posti visitati.

Empoli

Arrivo ad Empoli a pomeriggio inoltrato, ormai nuovamente in pianura, e faccio un giro per il centro, pieno di negozi, persone e un misto tra spirito natalizio e black friday. Mentre curioso tra le vie, mi procaccio già del cibo perché, una volta raggiunto il bed & breakfast subito fuori città, la mia intenzione é quella di non uscire più dalla stanza.

Nonostante il breve tempo speso in città, colleziono anche una figuraccia quando, entrando nella Collegiata di Sant’Andrea, durante la messa, con il naso per aria per guardare i soffitti affrescati, sbatto contro un tavolino in legno facendo girare tutta la chiesa.

Anche la  seconda struttura scelta per la notte é molto valida, a cinque minuti dal centro di Empoli, ma in pieno verde. Vi lascio il link per andare a curiosare: https://www.borgosangiusto.it/

Arrivata in stanza mi faccio una doccia calda, mangio la mia cena toscana d’asporto e, estremamente rilassata, riguardo le foto del weekend. Prima di “crollare” mi leggo un bel libro e un giornale di case che mi ha regalato mia sorella e che mi sono portata.

Giorno 3 – Domenica

Dopo la colazione a buffet, ma prima di lasciare la regione, c’è una curiosità che voglio levarmi: visitare Vinci (proprio quella di Leonardo!), che si trova a soli 15 minuti da Empoli.

Vinci

Salgo fino al paesino, leggermente sopraelevato, e mi faccio un giro a sentimento. Per questioni di tempo, ma anche per via della materia che non mi appassiona, evito i molteplici musei dedicati al genio. Per chi invece fosse interessato sappiate che ce ne sono molti e, per chi ha dei bimbi, ci sono anche giochi interattivi da fare per le vie del borgo.

Dopo questo piccolo sfizio è tempo di rigirare la chiave di accensione. Dovete sapere che io ho una playlist per ogni situazione. Faccio quindi partire la musica e scivolo via fino a Genova, ripercorrendo le strade che, per questioni lavorative, ho fatto e rifatto per tanti anni.

Il periodo

In maniera del tutto non premeditata, sono riuscita ad approfittare del periodo migliore per vedere questa splendida area della Toscana. Mentre il verde totale è perfetto per godersi a pieno la vicina Val D’Orcia, il Chianti non sarebbe lo stesso senza il misto tra il colore dei prati e il foliage. Questi ultimi mesi dell’anno ci stanno regalando anche un clima mite, quindi non c’è stato bisogno di fastidiosi guanti e sciarpe. Unica pecca sono le giornate cortissime, che però, se si guarda il bicchiere mezzo pieno, invitano ancora di più al riposo.

Conclusioni

3 giorni, 600 km, per una volta nessuna corsa o programma troppo intenso, tanti posti nuovi e lo splendore della Toscana. Questo viaggio è stato assolutamente improvvisato, ma ben riuscito. Un itinerario che vi consiglio di replicare inserendo Colle di Val D’Elsa, Radda in Chianti e i dintorni e una bella degustazione. Non serve nulla di più, perché la bellezza di questi luoghi è proprio la via.

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