Una cosa di me che non vi ho mai detto, ma che forse avrete intuito, è che sono curiosa, specialmente quando viaggio. Come una persona che, a tavola, nonostante stia scoppiando, non riesce a resistere ad assaggiare tutti i cibi che vede, così io non mi so fermare se vedo qualcosa in lontananza. Che sia un edificio che spunta, un sentiero che potenzialmente può regalare una bella vista o una collinetta che mi impedisce di scorgere oltre, io non so dire No.
Nel mio primo incontro con Portofino, per questioni di tempo, ero arrivata solo fino alla Chiesa di San Giorgio, ma avevo già sentito il desiderio di.. andare oltre. Vi lascio qui l’articolo relativo alla puntata precedente.
Portofino, l’Amalfi ligure
Non potendo per motivi lavorativi allontanarmi di troppi km da casa, la scorsa settimana ho deciso di improvvisare una gita a Portofino e finalmente ho potuto dare un “volto” a questo fantomatico posto di cui avevo tanto sentito parlare ma dove non ero mai stata. Il cuore di Portofino è sicuramente la piazza sul mare, circondata dai classici colori liguri…
Tentativo n 2: la conquista del Castello
La seconda volta che sono tornata a Portofino è stata con il mio ex, che ormai conoscerete per la sua caratteristica di provenire dalla pianura padana e per la sua fobia delle salite che ne consegue.
Avevo già sottostimato il percorso Santa Margherita-Portofino, proponendogli una passeggiata rilassante pomeridiana di una mezz’oretta, che era in realtà di più di un’ora (5 chilometri).
Una volta giunti nella colorata piazzetta, neanche il tempo di fargli gustare in pace il famoso gelato del bar San Giorgio, che mi era venuta voglia di rimettermi in marcia. Altra cosa su di me: non so stare ferma cinque minuti. Ma questo lui lo sapeva, perché al primo appuntamento l’avevo fatto camminare per ore no-stop con 30 gradi.
Presa da un moto di carità, gli avevo comunque proposto di restare seduto a finire la merenda, mentre io raggiungevo finalmente il Castello, lassù, così invitante sopra di noi. Ma lui, a sua volta con moto eroico e cavalleresco, aveva deciso di unirsi a me nella conquista del bastione.






Il castello è piccolo, ma molto carino e offre dalla sua terrazza dei begli scorci sul paesino.
Terminata la vista, avevo intravisto un sentiero molto invitante, nella direzione opposta al borgo, ma non me l’ero sono sentita di proporglielo.
Tentativo n 3: il Faro

La terza camminata l’ho fatta questo gennaio, insieme ad una persona camminatrice. Siamo quindi arrivati a Portofino, saliti fino al Castello e finalmente ho potuto imboccare il famoso sentiero, che mi era rimasto in testa da quando lo avevo incrociato.
Questa è la dimostrazione che per le cose più belle bisogna faticare. Infatti, seguendo il percorso siamo arrivati in un posto magico: un faro, bianco, quieto, con pochissime persone che prendevano il sole sulle rocce e solo la vista aperta del mare davanti.
Ma non è finita qui. Scendendo nella parte anteriore del faro, quella lato mare, si scopre, come fosse il mondo di Narnia, una terrazza con un bar, musica chillout e una folla di gente che si rilassa e che non si capisce bene da dove si sia materializzata.
Sempre cercando qualcosa di nuovo, al ritorno verso Portofino, abbiamo scelto un sentiero alternativo, più in basso sul mare, e anche questa volta la curiosità ha pagato, perché ci ha regalato degli scorci ancora differenti.








Soddisfatta? No, manca ancora un pezzetto a questa avventura: il collegamento Camogli-Portofino, che potrebbe essere un ottimo proposito per la bucket list annuale 2026.
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