Exeter – fedeli per finta
Exeter, domenica mattina, in compagnia di mia madre e mio zio. Quel giorno ci siamo trovati davanti ad un bivio, perché l’Abbazia era aperta per la preghiera dei fedeli e la successiva messa, ma non per i turisti.
Come abbiamo risolto? Immaginatevi una ragazza e due signori attempati che entrano nella chiesa con facce meste, guardando in basso, perché (nel mio immaginario) questa è l’aria che dovrebbe avere una persona mentre parla con il Signore.
Ci siamo così seduti su una panca da dove poter avere la visuale su tutta la chiesa, senza destare sospetti. Un piano infallibile…o quasi!
Sapevate che le parrocchie protestanti sono come delle famiglie? Il prete, non riconoscendo le facce, si è avvicinato per dare il benvenuto i nuovi membri della comunità e chiederci se ci saremmo fermati per la messa. Ormai immersa fino all’osso nella figuraccia, in inglese impeccabile, gli ho spiegato che non saremmo rimasti per problemi di lingua e che volevamo solo dire una preghiera, accentuando la parola “preghiera” con un cenno della testa verso l’alto.
Ancora oggi non mi spiego come lui possa aver avuto una faccia perplessa, dopo la mia interpretazione da oscar.

Skiathos – il gioco delle tre carte
Una serata estiva. In una taverna greca sulla minuscola spiaggia di Achladies a Skiathos. Io e le mie amiche avevamo mangiato fino a scoppiare e, miracolosamente, il conto era di soli 40 euro in tre (altri tempi!). Quella sera toccava a me pagare, quindi, quando l’avvenente cameriere era tornato al tavolo, dopo due chiacchiere e qualche sorriso, gli avevo “dato” 50 euro.
Eravamo restate ad aspettare il resto per diversi minuti. Nel frattempo vari inservienti passavano di tanto in tanto a chiederci se andasse tutto bene. Sì, andava tutto benissimo, tranne quei dieci euro che sembravano essersi dissolti nell’aria. Alla fine avevamo deciso di sollecitare. Ed ecco che era spuntato il proprietario del locale in persona, visibilmente confuso: era tornato verso la cassa e aveva chiamato il cameriere belloccio. Era scoppiata una discussione furibonda. Gesti plateali, toni accesi, degni solo della verve Italiana e Greca. A un certo punto lui si era persino tolto il grembiule e lo aveva gettato in terra.
Ed è in quel preciso momento che il criceto nel mio cervello aveva fatto tutto il giro e mi aveva finalmente instaurato un semino di dubbio. Avevo controllato la borsa. Dentro giacevano indisturbati i 50 euro. Evidentemente, mentre parlavamo con il cameriere dovevo averli presi, mostrati, poi rimessi via, con una mossa degna di un illusionista.
Con la grazia tipica di chi ha appena causato un incidente diplomatico, avevamo informato il ristoratore dell’equivoco e, da lontano, avevamo provato a scusarci a gesti con la povera vittima del malinteso, generando ulteriore imbarazzo. La mia amica infatti gli aveva urlato che mi ero confusa perché lo amavo e solo dopo ci eravamo accorte che una delle cameriere era la sua ragazza. Ancora oggi mi chiedo se quella sera, per colpa nostra, un uomo fosse tornato a casa senza lavoro e single!

Trieste – scappare senza pagare
Disclaimer, il fatto raccontato è “inventato”. Lo racconterò in prima persona per renderlo più romanzato.
Periodo di Barcolana. Trieste, dove è usanza andare a magiare in Osmizza, ovvero presso le case di privati, dando un minimo contributo economico. La sera prima ero uscita, tutta tirata a lucido, con quello che ad oggi è il mio ex ragazzo, con quella bellissima pochettina perfettamente abbinata all’outfit. Questo è un primo indizio del dramma che si sarebbe consumato meno di 24 ore dopo. Ed eccovi il secondo: dopo l’ennesimo conto offerto per cavalleria, mi ero impuntata e avevo deciso di minacciare la mia dolce metà per offrire io il pranzo il giorno dopo, durante la scampagnata, sottolineando che non avrei sentito ragioni!
Il giorno seguente eravamo arrivati nella casa privata e ci eravamo accomodati su una panca in giardino. Uno dei membri della famiglia, cameriere improvvisato, aveva preso l’ordinazione (un tagliere di salumi e formaggi con uova sode, tipiche del posto) e ci aveva chiesto se gradissimo anche due bicchieri di vino, che noi avevamo accettato volentieri.
Tra buon cibo e sguardi languidi era arrivato il momento di saldare il conto ed ecco che mi ero resa conto di aver lasciato il portafoglio nella borsetta da sera. Il mio ragazzo, viste le mie temibili minacce, non aveva soldi con sé.
Come è finita? Una fuga in motorino e tante risate. Non sono pro scappare-senza-pagare, ma si dice che sia una cosa da fare almeno una volta nella vita e voglio pensare che quella sia stata la mia occasione.

Vi siete persi le mie figuracce precedenti?
Cosa NON fare a..
Dopo tanti articoli su cosa fare nelle città mi sono decisa a suggerirvi invece cosa NON fare… Ecco una piccola rubrica con tre ottimi “sconsigli”!! Inciampi e figuracce fatte all’estero. …Londra1)Non credere che lo humor sia uguale dappertutto: lo humor inglese. Londra, 2019, entro in un pub per mangiare con la mia amica e scendiamo…
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